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Nativi digitali

nativi digitali

Un interessante articolo sui nativi digitali  e sulla trasformazione delle capacità cognitive, dal sito dedicato alla generazione 2.0.

Qualche annotazione sintetica…

Trasformazione del cervello e della mente nel corso delle varie epoche storiche in concomitanza delle rivoluzioni tecnologiche

“La straordinarietà del nostro cervello consiste nel non avere circuiti cablati, ma disporre, in potenza, di una miriade di possibili configurazioni.”

Vi sono invenzioni tecnologiche che introducono strumenti il cui utilizzo sociale plasma le facoltà mentali degli individui: le mappe hanno modificato la percezione dello spazio, come l’orologio quella del tempo.

“La storia e l’evoluzione del linguaggio sono strettamente legate alla storia e all’evoluzione della mente. Lettura e scrittura sono già funzioni digitali: si tratta di gesti “innaturali” che implicano l’apprendimento della capacità di codifica in caratteri simbolici di quello che sentiamo e comprendiamo.” […] ” la lettura silenziosa era sconosciuta nel modo antico! Solo intorno al 380 d.C. Agostino, nelle sue Confessioni descrive la sua sorpresa nel vedere Ambrogio, vescovo di Milano, leggere silenziosamente.”

” Come sostiene Walter Ong[8], scrittura, stampa e computer sono tre momenti di un irreversibile processo di sviluppo della tecnologia della parola. Con l’avvento del digitale, la lettura ha subito un processo di trasformazione epocale: se la stampa a caratteri mobili portò un’esplosione dei contenuti stampati con conseguenti problematiche nell’effettuare selezioni, la smaterializzazione del contenuto ha esasperato questo problema. La lettura è diventata progressivamente più superficiale” ma dà anche accesso ad un’infinità di contenuti, pur se a discapito della loro interezza.

Trasformazioni nell’era digitale: corpo, ragione, emozioni e relazioni.

“I giovani cresciuti nell’uso della rete non leggono più un testo come lo leggevano i loro genitori, in modo lineare, ma saltellano da un punto all’altro dello schermo alla ricerca delle informazioni in quel momento interessanti. Il pensiero lineare si è trasformato in pensiero reticolare.”

“Per quanto attiene al grado di attenzione con cui si legge un testo occorre sottolineare che è certamente possibile leggere con superficialità un libro come è possibile leggere con attenzione il contenuto di una pagina web, ma, in linea di massima, la tecnologia tende ad “allenare” ad un tipo di lettura superficiale e distratta”

“Scientificamente accertati sono, anche, le trasformazioni a livello neuronale; “prodotto” dalle nuove tecnologie è una nuova configurazione neuronale” […] ” i lettori di libri attivano le regioni che presiedono al linguaggio, alla memoria e all’elaborazione visiva ma lasciano inattive le regioni prefrontali legate alla decisione e alla risoluzione dei problemi; per i navigatori del web, invece, sono queste ultime le regioni particolarmente attive e spiegherebbe il perché navigare può aiutare i più anziani a mantenere attiva e lucida la mente”

” Ciò che la rete allena è la nostra capacità di elaborare velocemente gli stimoli e prendere velocemente decisioni; quello che, invece, il multitasking inficia è la capacità di pensare in modo approfondito e creativo.” (2009, Patricia Greenfield[)

“Se nel passaggio dal web 1.0 al web 2.0 si è visto un passaggio da siti statici e monodirezionali a siti orientati alla condivisione/collaborazione degli utenti, oggi si prospetta un passaggio al web 3.0, un web semantico dove i contenuti potranno essere “capiti” da software “intelligenti” – Google si sta muovendo in questa direzione -, che sapranno indirizzare gli utenti sulle scelte migliori (migliori per gli utenti??) formando la loro mente alla capacità di vagliare un numero sempre più grande di materiali.”

Intelligenza digitale: una nuova forma di intelligenza?

” Più che essere più intelligenti lo siamo in modo diverso. Siamo allenati, fin da piccoli, a categorizzare, risolvere problemi ed inserire simboli nello spazio: l’uso di computer ed internet consolida, probabilmente, alcune di queste facoltà.”

“Interessante è la teoria sulle intelligenze multiple di Howard Gardner[30], attualmente considerato uno dei più importanti esponenti dei cosiddetti teorici dell’intelligenza fattorialista, contrapposti ai globalisti. La sua proposta consiste nel considerare priva di fondamento la vecchia concezione di intelligenza come un fattore unitario misurabile tramite il Quoziente d’intelligenza (Q.I.), e sostituirla con una definizione più dinamica, articolata in sottofattori differenziati.”

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